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Mustang, Kasia Smutniak realizza il progetto di Taricone con Sophie narratrice

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Arrivano diritte al cuore le immagini che Kasia Smutniak ha scelto di condividere nel trailer del film Mustang, in uscita al cinema a partire dal mese di novembre. Si tratta di un racconto che copre un periodo durato 20 anni e cominciato con l'incontro con Pietro Taricone, indimenticabile primo compagno dell'attrice e padre di sua figlia Sophie. Fu proprio Pietro a convincere Kasia, a pochi mesi dall'inizio della loro storia, a visitare quella regione al confine con il Tibet dalla quale era rimasto così affascinato solo sentendone parlare. L'amore per quella terra li avrebbe accomunati entrambi negli anni a venire e oggi anima anche lo spirito della figlia nata dal loro legame, che ha scoperto il Mustang quando era ancora solo una bambina: la madre, per allontanarla dalla tragedia vissuta in Italia con la morte di Pietro nel 2010, decise infatti di fare insieme alla figlia il suo primo viaggio dopo il dramma. Loro due da sole, uno zaino e il ricordo di Taricone ad accompagnarle.

Nel trailer del film, prodotto da Fandango in associazione con la Fondazione Pietro Taricone e l'Unione Buddista Italiana, è la voce di Sophie a raccontare quegli eventi, testimoniati da una serie di filmati inediti che la regista ha voluto inserire all'interno del suo progetto. La voce di Sophie, quei tratti che, a guardarla, ci sembrano così simili all'ex scugnizzo napoletano e le scene che mostrano Pietro in uno dei momenti più felici della sua vita, animato dall'amore per quella cultura tanto lontana e per la figlia appena nata che tiene tra le braccia, fa rimbalzare sulle sue gambe oppure tiene per le mani mentre la fa volteggiare. "I miei si conoscevano da pochi mesi quando lui l'ha convinta a partire", racconta Sophie nel filmato, cristallizzando il momento in cui tutto ebbe inizio, quando Pietro, un entusiasta sempre alla ricerca di emozioni, riuscì a convincere quella che all'epoca era una splendida top model agli inizi della sua carriera ad accompagnarlo in un viaggio che avrebbe permesso a entrambi di immergersi in una cultura completamente diversa, innamorandosene.

Dopo la morte di Taricone, Kasia è tornata in Mustang insieme a sua figlia per tenere fede al progetto cui Pietro avrebbe voluto dedicarsi se le cose fossero andate in maniera diversa: voleva sostenere la cultura locale, aiutare i bambini a studiare in una vera scuola ancora tutta da costruire e assicurarsi che avessero a disposizione i generi di prima necessità indispensabili a condurre una vita dignitosa. Quando anche Sophie ha raggiunto quel luogo tanto amato dai suoi genitori, ne è rimasta conquistata a sua volta: "In quel luogo eravamo lontane da ciò che ci è successo e potevamo credere di essere chiunque. Almeno per un po'".

Smutniak, che nel frattempo è diventata una tra le attrici più apprezzate in Italia, ha voluto portare a compimento l'opera cominciata da Pietro prima che la morte prematura cogliesse noi tutti impreparati, e ha scelto di realizzare il suo desiderio occupandosi di quella popolazione così cara a Taricone. E oggi è pronta a chiudere quel ciclo della sua vita e, attraverso l'uscita di questo film documentario, a lasciare andare quello che è stato. Con timore, una lieve malinconia, ma soprattutto il desiderio di raccontare a chi andrà al cinema a guardarlo un pezzo della vita di Pietro vista attraverso i suoi occhi, condividendo l'amore per quella gente che aveva travolto le resistenze del Guerriero.