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Bonus mamme 2026: fino a 720 euro per lavoratrici con figli, ma con requisiti stringenti New

Bonus mamme 2026: fino a 720 euro per lavoratrici con figli, ma con requisiti stringenti

A dicembre le madri lavoratrici che hanno almeno due figli, di cui li più piccolo sotto i dieci anni, oppure tre figli di cui il più piccolo minorenne, potranno richiedere un bonus del valore di fino a 720 euro. L'importo è di 60 euro per ogni mese lavorato nel 2026, in aumento rispetto ai 40 euro dello scorso anno. È necessario, però, rispettare anche altri requisiti: il reddito complessivo non deve superare i 40mila euro. L'Inps, con un'apposita circolare, ha ricordato quali sono tutti i requisiti da rispettare e quale sarà la modalità per fare richiesta. Per il momento, però, le domande sono chiuse: l'annuncio dell'apertura arriverà nei prossimi giorni. I requisiti per il bonus mamme 2026: il numero di figli Ci sono tre tipi di requisiti per il bonus mamme 2026, che vale fino a 720 euro: il primo riguarda il numero di figli; il secondo, il lavoro; il terzo, il reddito. Per quanto riguarda il numero di figli bisogna avere: due figli, di cui il più piccolo ha un'eta inferiore a dieci anni, oppure tre o più figli, di cui il più piccolo ha un'età inferiore ai diciotto anni Nel conteggio sono sempre compresi anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Se il requisito viene raggiunto nel corso dell'anno, il bonus mamme spetta dal mese in cui nasce il secondo o terzo figlio. Al contrario, se si verifica il decesso di un bambino, o uno o più figli vengono dati in affidamento esclusivo all'altro genitore, questo non fa perdere il diritto al bonus. Se il figlio più piccolo raggiunge la soglia di età prevista (dieci anni se sono due, diciotto anni se sono tre o più) nel corso dell'anno, il bonus è valido solo fino al mese del compleanno. I requisiti di lavoro: escluse le lavoratrici domestiche Per quanto riguarda il lavoro si può essere: dipendenti, pubbliche o private, inclusi i contratti intermittenti e quelli di somministrazione lavoratrici autonome, incluse le casse di previdenza professionali (in questo caso si considerano i mesi di iscrizione alla cassa previdenziale) e la gestione separata (si contano i periodi di effettiva attività lavorativa) Un'eccezione riguarda le lavoratrici domestiche: questo ha già sollevato problemi di costituzionalità, e rischia di avere ripercussioni significative in futuro; per il momento, però, a questa categoria di madri lavoratrici è impossibile fare richiesta all'Inps. Un'altra le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato (inclusi i rapporti di apprendistato) che hanno tre o più figli: loro possono beneficiare di un'esenzione totale dai contributi previdenziali, che è più vantaggiosa economicamente, e le due misure non si accumulano. I requisiti di reddito per il bonus mamme Infine, il requisito di reddito. Tutte le entrate da lavoro, autonomo o dipendente, non devono superare i 40mila euro nel 2026. Sono conteggiati tutti i redditi da lavoro, anche se sono esentasse per qualche motivo, oppure soggetti a tassazione agevolata. Tutte le indennità che sono considerate retribuzione (maternità, malattia, congedo straordinario, cassa integrazione) valgono nel conto. Si escludono, invece, le somme legate alla fine dell'attività lavorativa, come Naspi o Dis-Coll, e tutti i trattamenti pensionistici. Quando arriva l'aiuto fino a 720 euro L'importo del bonus mamme 2026 è di 60 euro mensili per ogni mese lavorato quest'anno. Si considerano anche le frazioni di mese in cui era in vigore un rapporto lavorativo. In ogni caso, non si possono superare i 720 euro - ovvero dodici mensilità. L'importo è netto, dato che non è imponibile ai fini fiscali e contributivi, e non viene considerato neanche nel calcolo dell'Isee. Il pagamento arriva in un'unica soluzione, a dicembre. I soldi vengono erogati insieme allo stipendio del mese - per le dipendenti - o comunque in una data che l'Inps specificherà più avanti. Come fare domanda all'Inps Per ottenere il bonus bisogna presentare domanda all'Inps. Si può fare con i servizi telematici dell'istituto, oppure facendosi aiutare da un patronato o dal Contact center dell'Inps. Nel fare domanda, bisognerà indicare il codice fiscale di ciascun figlio, oltre ai vari dati anagrafici come la data di nascita. In più, sarà necessario indicare la modalità con cui si vuole ricevere il pagamento, ad esempio scrivendo il proprio codice Iban. Ad oggi, però, non è ancora possibile fare richiesta. Le domande sono chiuse: sarà l'Inps stesso, nei prossimi giorni, a comunicare l'apertura del servizio per la presentazione delle domande.

Oct 27, 2026
Taylor Swift Recalls Brad Paisley's Cricket Prank That Haunted Her for Months New

Taylor Swift Recalls Brad Paisley's Cricket Prank That Haunted Her for Months

See more of our coverage in your search results. Taylor Swift joked about being “estranged” from Brad Paisley since she opened for him in 2007 due to a “tour prank” gone “too far” while being inducted into the Nashville Songwriters Hall of Fame.Before launching into her nostalgia-tinged acceptance speech at Music City Center during the organization’s 56th anniversary gala Monday night in Nashville, Tennessee, the “All Too Well” singer recalled how Paisley “filled [her] entire tour bus with live crickets, thousands of them,” per Rolling Stone.“For months I couldn’t sleep,” Swift, who wore a burgundy velvet dress with an autumnal floral print for the occasion, recalled. “All night I considered buying a pet lizard to eradicate the problem.”Taylor Swift recalled a “tour prank” Brad Paisley pulled on her and went “too far” when she was opening for him in 2007 while being inducted into the Nashville Songwriters Hall of Fame Monday night (as seen above). AP Photo/George Walker IVSwift said Paisley (seen here alongside the “All Too Well” singer at the event) filled her tour bus with “thousands” of live crickets, noting that “for months [she] couldn’t sleep.” AP Photo/George Walker IVWith her induction, the 36-year-old Grammy winner is the youngest artist ever to be inducted into the Nashville Songwriters Hall of Fame.Other honorees in the 2026 class include Shawn Camp, Bruce Channel, Lyle Lovett and Lee Thomas Miller. George Strait was also honored with the Career Make Award.During her speech, Swift — who joined Paisley as an opener on his Bonfires & Amplifiers Tour in 2007 — reminisced about her early songwriting years spent in Nashville and noted the recent 20th anniversary of her self-titled debut alum, “Taylor Swift.”“I started writing songs when I was a little kid and I knew from the time I wrote my first song that even if it couldn’t be my career, it would be my passion,” she said onstage. “It would be what I centered my entire life around.”“All night I considered buying a pet lizard to eradicate the problem,” Swift laughed of Paisley’s practical joke. (The two are pictured above in 2007.) WireImageSwift was one the openers for Paisley’s Bonfires & Amplifiers Tour in 2007, one year after she released her self-titled debut album. (The pals are seen here in 2008.) Charley Gallay/ACMASwift said she was “so incredibly honored to be inducted into this sacred club, especially at this point in [her] life.”“It’s not lost on me how crazy this is,” the “Cruel Summer” singer said. “I will cherish it forever because Nashville is the place that honed and polished the thing about myself and the thing about my life that I am the most proud of and the most passionate about.”“So to be here with you and to be getting to have this moment, I am truly grateful and it just feels like one of those amazing Nashville moments I’m going to revisit on a rainy day,” she concluded her speech.Prior to accepting the honor, Lainey Wilson performed a stripped-down version of Swift’s hit song “Love Story.Lainey Wilson performed a stripped-down version of Swift’s hit song “Love Story” at the Nashville Songwriters Hall of Fame Gala Monday night. (Swift and Wilson are pictured above at the event.) Kevin Mazur/Getty Images for TASAt 36, Swift is the youngest artist ever to be inducted into the Nashville Songwriters Hall of Fame. (Swift is seen here holding the trophy marking the honor.) Kevin Mazur/Getty Images for TASEarlier this year, Swift made history when she became the youngest woman to ever be indicted into the Songwriters Hall of Fame.In her acceptance speech at the June event, Swift tearfully thanked her family — including her parents, Scott and Andrea Swift, and her brother, Austin Swift — for “uprooting their entire lives” to move from Pennsylvania to Nashville, which she called “the songwriting capital of the world,” in support of her music career.“You’re the reason I am here tonight,” she added.Swift (pictured here with Paisley and his wife, Kimberly Williams-Paisley) said she is “so incredibly honored to be inducted into this sacred club, especially at this point in [her] life.” Kevin Mazur/Getty Images for TAS“It’s not lost on me how crazy this is,” Swift (seen here with Paisley in 2016) said. “I will cherish it forever.” Kevin MazurFollowing her star-studded wedding to Travis Kelce in July at New York City’s Madison Square Garden, Swift was honored with the inaugural MTV VMAs Artist Director Honors at the 2026 MTV VMAs in September.At the ceremony, which was held in Los Angeles, Swift debuted her self-directed music video for “Patient Zero.”The hit was was released as the first single off “The Life of a Showgirl: The Encore,” the deluxe edition of her 2025 album “The Life of a Showgirl.” Community GuidelinesWelcome to the Page Six Community!Our community is about connecting people through open and thoughtful conversations. 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Oct 27, 2026
Rețea de sabotori ruși descoperită de SRI la fabrica de armament Carfil New

Rețea de sabotori ruși descoperită de SRI la fabrica de armament Carfil

Ministrul de la Externe, Dan Neculaescu, a venit cu o reacție după ce SRI a descoperit o rețea coordonată de către Federația Rusă care a încercat să saboteze fabrica de armament de la Carfil. Șeful diplomației române a declarat că: „Acest incident face parte dintr-o campanie mai amplă de sabotaj la nivel european”.Dan Neculaescu a scris pe X: „Autoritățile române au dezvăluit o rețea de sabotaj coordonată de Federația Rusă, care se află în spatele atacului incendiator din 14 septembrie de la platforma industrială Carfil din Brașov (România), situată în apropierea unui producător din industria de apărare.Acest incident face parte dintr-o campanie mai amplă de sabotaj la nivel european, care vizează, de asemenea, producția din domeniul apărării.Atacurile hibride nu ne vor împiedica să ne consolidăm reziliența și apărarea”, și-a încheiat acesta mesajul.Amintim, Serviciul Român de Informații a identificat o rețea de sabotaj coordonată direct de către serviciile secrete ale Federației Ruse, care a încercat să incendieze în septembrie fabrica de armament Carfil din România.Trei cetățeni străini, un ucrainean și doi bieloruși, sunt cercetați de DIICOT într-un dosar privind infracțiunea de tentativă la acte de diversiune. Doi suspecți au fost arestați în Germania, unde plănuiau alte fapte similare, iar al treilea a fost localizat luni în Polonia.Curtea de Apel București a emis mandate de arestare europene în lipsă, pe numele celor trei indivizi. Autoritățile române efectuează demersurile necesare extrădării celor trei în România. Editor : A.R.

Oct 27, 2026
Lula e il movimento serbo: lezioni per la sinistra italiana New

Lula e il movimento serbo: lezioni per la sinistra italiana

Il voto in Serbia parla chiaro, così come quella in Brasile: ci dimostrano che la destra nazionalista e suprematista si può battere, e che è possibile farlo quando si hanno idee radicali e ferme. Tante volte in questi anni abbiamo sentito la frase, ormai diventata un meme, «la sinistra riparta da…». Oggi forse possiamo dirlo: può ripartire da una vittoria in rimonta incredibile, quella che consegna a Lula il quarto mandato in Brasile, dopo essere arrivato secondo al primo turno e dopo una campagna elettorale feroce dell’estrema destra dei Bolsonaro, sostenuta direttamente da Trump. Lula, il sindacalista che non ha mai lasciato le piazze Lula è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: la sua storia è costellata di grandi battaglie sindacali. Leader della sinistra globale, ha attraversato tante fasi e tante critiche, il carcere, l’esclusione dalla politica, ma è sempre riuscito a restare sulla cresta dell’onda. Grazie al sostegno delle masse popolari, le stesse che guidava da sindacalista. Al primo turno tutti lo davano per finito. Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente condannato per il tentato golpe, lo aveva superato di due punti, e fino al giorno prima del ballottaggio le proiezioni lo davano favorito. Lula non ha inseguito l’avversario sul terreno della paura e della sicurezza. Ha parlato di sovranità, di democrazia, di chi il Brasile lo tiene in piedi lavorando, ed è tornato a cercare voto per voto quel popolo del Nordeste e delle periferie che non lo ha mai abbandonato. Il risultato è stato il più alto numero di voti della sua storia. E la reazione degli sconfitti ci dice molto: Bolsonaro jr che chiede l’annullamento del voto, Trump che parla di elezioni truccate. È la stessa grammatica che abbiamo visto a Washington il 6 gennaio e a Brasilia l’8 gennaio. Esiste un’internazionale della destra nazionalista, con le sue regie e i suoi finanziatori. La sinistra vince quando la riconosce per quello che è, e non quando prova a imitarne i toni. Serbia, una generazione contro Vučić In Serbia lo scenario è completamente diverso. Aleksandar Vučić era al potere da quattordici anni e il suo nazionalismo nascondeva un sistema fondato sulla corruzione. Il movimento che ha vinto le elezioni domenica è nato quasi due anni fa, dopo il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, costato la vita a sedici persone. Un movimento cresciuto nelle piazze, criminalizzato e represso, persino – secondo le denunce – con armi sonore, ma che non ha ceduto e ha continuato a organizzarsi per chiedere un cambiamento radicale del sistema. Per gli studenti quella pensilina ha rappresentato il crollo di un sistema fatto di appalti truccati e di un giro di soldi che finiva sempre nelle tasche delle stesse persone, e che di conseguenza rubava il futuro a intere generazioni. Ma la cosa più interessante è il come. La Lista studentesca non ha un leader. Candidati e programma sono stati decisi nelle assemblee universitarie, e in lista non c’è nemmeno uno studente: ci sono professionisti, docenti, ex atleti, persone che non avevano mai fatto politica. I partiti di opposizione, per una volta, hanno fatto un passo indietro e hanno sostenuto il movimento invece di metterci il cappello. Il risultato è stata l’affluenza più alta da quando la Serbia è indipendente. Ecco la lezione che dovrebbe interessarci più di tutte: le persone tornano a votare quando c’è qualcosa per cui valga la pena farlo. Non bisogna nemmeno idealizzare. Lula oggi è un leader che ha fatto molti compromessi, e la Lista studentesca serba non si colloca nella sinistra tradizionale: è un movimento trasversale, europeista, nato contro la corruzione più che su un’ideologia. Ma è proprio questo il punto. Quello che accomuna le due esperienze non è un’etichetta, è un metodo: pochi punti fermi, coerenza, radicamento in chi paga il prezzo delle ingiustizie. Spagna, l’eccezione europea Brasile e Serbia sono due Paesi culturalmente lontani dall’Italia, e le loro esperienze sono frutto di percorsi molto distanti dal nostro. Ma in Europa c’è un caso più vicino. L’unica mosca bianca resta forse Pedro Sánchez, che dopo mesi di pressioni politiche, una serie di inchieste che hanno colpito sua moglie e persone a lui vicine, e la grave crisi di Ceuta, ha scelto di non galleggiare. Quando il Parlamento ha bocciato i suoi decreti sulla casa, e decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid contro sfratti e affitti impossibili, ha sciolto le Camere e convocato le elezioni per il 29 novembre. Ha trasformato una sconfitta parlamentare in una campagna su un tema concreto, che tocca la vita di milioni di giovani e famiglie. Può perdere, i sondaggi non lo favoriscono. Ma ha scelto di giocarsi la partita sul terreno sociale, non su quello dell’inseguimento dell’avversario. E l’Italia? In Italia questo tipo di mobilitazione elettorale si vede ormai solo in occasione dei referendum costituzionali, quando tantissime persone decidono di andare a votare anche se non si riconoscono in nessun partito, ma proprio in quella carta fondativa della nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Quando invece si tratta di sostenere una lista o un progetto politico, è tutto molto più difficile. Alle politiche del 2022 ha votato meno di due italiani su tre, il dato più basso della storia repubblicana; alle europee del 2024 si è scesi sotto la metà. La causa principale è una costante rincorsa al centro, che ha allontanato le persone dalle urne e dai partiti, svuotando la democrazia parlamentare della partecipazione di cui ha bisogno per restare viva. Oggi il Parlamento boccheggia, schiacciato tra la sfiducia dei cittadini e le direttive dei segretari di partito che, una volta arrivati a Palazzo Chigi, governano e legiferano per decreto, chiamando il Parlamento solo a ratificare ciò che il leader ha già deciso. E qui c’è il paradosso tutto italiano. Il centro è il soggetto politico più corteggiato e più sopravvalutato del Paese. Lo si evoca in ogni retroscena, lo si gonfia nei sondaggi, gli si attribuisce il potere di decidere le elezioni. Poi si aprono le urne e i voti non ci sono: alle europee del 2024 né Azione né la lista di Renzi hanno superato la soglia del 4%. Eppure il racconto non cambia: la sinistra, ci dicono, vince solo se si sposta al centro. Lo stesso vale per l’ala riformista del Pd, che ha uno spazio nei giornali e nei talk show totalmente sproporzionato rispetto al consenso che rappresenta tra gli iscritti e tra gli elettori. Ogni volta che si prova a parlare di salario minimo, di patrimoniale, di casa pubblica, di sanità da rifinanziare, ecco partire l’allarme sulla «deriva massimalista», gli editoriali preoccupati, le interviste sui rischi di perdere i moderati. Un’ostruzione costante, che non porta voti ma impedisce di costruire un programma di sinistra riconoscibile. Il Brasile e la Serbia ci dicono il contrario. Che i voti non arrivano se provi a convincere tutti ma solo se sei chiaro e radicale, che i voti arrivano dall’enorme area di chi non vota più perché non crede che votare cambi qualcosa. Che si vince quando si sceglie da che parte stare: i salari contro la rendita, il diritto alla casa contro la speculazione, la sanità pubblica contro i tagli, la trasparenza contro il malaffare. E che la partecipazione non si convoca dall’alto: si costruisce dal basso, nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle università. La Serbia ci racconta che un grande movimento contro la corruzione, nato inizialmente dai soli studenti, può cambiare un Paese. Il Brasile ci racconta che un leader che non ha mai abbandonato le masse popolari, anche se oggi, per dirla con gli Offlaga Disco Pax: "forse un po’ annacquato il presidente Lula", ma alla fine viene ancora sostenuto da quelle stesse masse. La sinistra italiana può ripartire da qui. Basta smettere di cercare un centro che non c’è e tornare a parlare a chi c’è, ma non vota più.

Oct 27, 2026
Germania, prima țară europeană care cumpără rachete Bars din Ucraina New

Germania, prima țară europeană care cumpără rachete Bars din Ucraina

Germania se pregătește să cumpere rachete de croazieră Bars, dezvoltate în Ucraina, pentru a-și consolida arsenalul de arme cu rază lungă de acțiune. Autoritățile germane ar urma să încheie în următoarele săptămâni un acord pentru achiziția unui prim lot, care va fi testat de armata germană, relatează Financial Times.Dacă testele vor avea rezultate satisfăcătoare, Germania ar putea comanda ulterior câteva sute de rachete Bars. Planul face parte din eforturile Berlinului de a consolida capacitatea de descurajare a Europei în fața Rusiei.Potrivit unor persoane familiarizate cu planurile, primul lot va permite armatei germane, Bundeswehr, să efectueze teste tehnice la începutul anului viitor.Racheta Bars are o rază de acțiune de până la 1.000 de kilometri și poate transporta o încărcătură utilă de până la 105 kilograme, în funcție de versiune. Deși în Ucraina este numită uneori „rachetă-dronă”, Germania o consideră o rachetă de croazieră cu preț redus.Președintele ucrainean Volodimir Zelenski a declarat că Bars este una dintre armele folosite pentru a ataca baze militare și infrastructura energetică din Rusia.Germania produce deja rachete Bars împreună cu UcrainaRachetele Bars sunt produse în Germania și de o societate mixtă ucraineano-germană, ale cărei activități sunt păstrate secrete. Primul lot fabricat în Germania și finanțat de partea germană a fost livrat Ucrainei în octombrie.Compania va produce acum rachete și pentru Germania. Potrivit informațiilor publicate de presa internațională, aceasta ar fi prima achiziție cunoscută de către Bundeswehr a unor arme ofensive dezvoltate în Ucraina, pentru uz propriu.Pe lângă Bars, Germania intenționează să cumpere și să testeze un lot mic de rachete de croazieră Anthem, fabricate de compania americană Covenant. Acestea costă aproximativ o zecime din prețul unei rachete Tomahawk, estimat la 4-6 milioane de dolari.Potrivit unei surse citate de Financial Times, rachetele Bars sunt chiar mai ieftine. Cu toate acestea, Germania este pregătită să achiziționeze ambele sisteme.O posibilă achiziție a rachetei de croazieră ucrainene Flamingo a fost, între timp, amânată.Extinderea arsenalului de arme cu rază lungă de acțiuneÎn prezent, armata germană folosește rachete de croazieră Taurus, lansate din aer, cu o rază de acțiune de aproximativ 500 de kilometri.Planurile Berlinului includ și achiziția rachetelor Tomahawk, de tip BGM-109, precum și a sistemului terestru de lansare Typhon, de la producătorul american Raytheon. Acest proiect ar putea însă întârzia cu până la cinci ani.Potrivit presei citate de FT, guvernul german estimează că dezvoltarea unui nou arsenal de arme cu rază lungă de acțiune, destinat descurajării Rusiei, va necesita aproape 12 miliarde de euro.Și Danemarca a anunțat recent un acord în valoare de un miliard de dolari pentru achiziția de rachete de precizie cu rază lungă de acțiune, în contextul eforturilor de consolidare a securității naționale. Editor : C.S.

Oct 27, 2026
Peter Mađar: Pobednički 'Budimpešta ekspres' stigao u Beograd politički pre nego na šinama New

Peter Mađar: Pobednički 'Budimpešta ekspres' stigao u Beograd politički pre nego na šinama

Olivier Matthys / EPA autor: 26. okt. 2026. 10:58 Mađarski premijer Peter Mađar još jednom je reagovao na rezultate parlamentarnih izbora u Srbiji na kojima je Studentska lista odnela ubedljivu pobedu. Oglas "Sigurno nisam bio jedini koga su obuzele nostalgične emocije kada je sinoć video fotografije koje stižu iz Srbije? Simbolično je to što je 'Budimpešta ekspres' stigao u Beograd politički, pre nego na šinama", napisao je Mađar na društvenoj mreži X.Surely I wasn’t the only one feeling nostalgic when I saw those pictures coming out of Serbia last night? It’s symbolic that the "Budapest Express" reached Belgrade in politics before it did on the tracks.— Magyar Péter (Ne féljetek) (@magyarpeterMP) October 26, 2026Premijer Mađarske je u svojoj poruci aludirao na kontroverzni projekat izgradnje brze pruge između Budimpešte i Beograda.U Srbiji je taj projekat obeležen tragedijom na renoviranoj železničkoj stanici u Novom Sadu kada je u padu nadstrešnice poginulo 16 osoba, kao i ozbiljnim sumnjama u korupciju, što je uostalom i pokrenulo masovne studentske proteste.Nova vlast u Mađarskoj je, s druge strane, najavila istragu o mogućim zloupotrebama na mađarskoj deonici brze pruge. Nedavno su u Mađarskoj završeni bezbednosni testovi, a železnički saobraćaj između Beograda i Budimpešte trebalo bi da bude uspostavljen u decembru.Podsetimo, Mađar je još sinoć telefonom razgovarao sa predstavnicima Studentske liste i čestitao im na rezultatu parlamentarnih izbora u Srbiji, navodeći da ih je uverio u podršku Mađarske.Mađar je o izborima u Srbiji pisao i ranije u toku izbornog dana, kada je naveo da je prethodnih dana razgovarao sa liderima nekoliko balkanskih zemalja, a izborni dan u Srbiji podsetio ga je i na nešto iz detinjstva.U Srbiji su juče, nakon skoro dve godine masovnih studentskih i građanskih protesta, održani parlamentarni izbori na kojima je pobedu odnela "Studentska lista - studenti pobeđuju".Donedavni predsednik Srbije Aleksandar Vučić priznao je izborni poraz, a širom zemlje građani su izašli na ulice da proslave pobedu Studentske liste. Pratite nas na društvenim mrežama: Koje je tvoje mišljenje o ovoj temi? Učestvuj u diskusiji ili pročitaj komentare

Oct 27, 2026
La riduzione della dispersione scolastica nasconde disuguaglianze persistenti New

La riduzione della dispersione scolastica nasconde disuguaglianze persistenti

L'episodio dello scambio a 'Porta a Porta' tra la 24enne Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell’Unione degli universitari, uno dei volti della protesta delle tende contro il caro affitti e il caro vita, e il conduttore Bruno Vespa, è ormai noto. Il giornalista durante la puntata del talk politico incalza Brizzola e alza la voce, rimproverandola perché non si sarebbe preparata abbastanza sui problemi denunciati dagli studenti che protestano, in particolare sul tema della dispersione scolastica. "Quando parlate voi giovani per favore documentatevi prima, questo lavoro è fatto anche di studio, capisce?", dice il giornalista con fare paternalistico. Della scena, un altro brutto capitolo dei rapporti e giovani e adulti in tv, abbiamo parlato a lungo anche sul nostro giornale. La 24enne ha ricevuto le scuse di una lavoratrice del programma, ma non quelle ufficiali di Vespa. Quello che però non è emerso durante la trasmissione proviamo a raccontarlo noi in quest'episodio speciale della nostra newsletter dedicata alla scuola, analizzando alcuni dati che smentiscono in parte lo scenario roseo descritto da Vespa a proposito della dispersione scolastica calata con il governo Meloni. A questo proposito la coordinatrice dell'Udu fa riferimento a un tasso d'abbandono scolastico "molto alto". Vespa la interrompe, invitandola a leggere le statistiche, e sottolinea che in Italia "c'è il massimo recupero storico del tasso di abbandono scolastico", e "con un anno di anticipo rispetto ai target dell'Unione europea". Partiamo da questo primo dato. È vero che, come certifica anche l'Istat, c'è stata una riduzione della dispersione scolastica e i dati complessivi sembrano migliorare. Ma questo non significa ovviamente che il problema sia scomparso. Perché le classi sociali più svantaggiate continuano ad avere livelli di dispersione scolastica notevoli. In questo modo il diritto allo studio non è davvero garantito per tutti, come ha provato a far presente Sabrina Brizzola, prima di essere zittita bruscamente da Vespa. Quando si cita il fenomeno dell'abbandono scolastico precoce ci si riferisce alla fetta di popolazione tra i 18 e i 24 anni che ha conseguito al massimo un titolo secondario inferiore, ed è fuori dal sistema di istruzione e formazione (Early Leavers from Education and Training - ELET). Secondo il Quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione, entro il 2030 la dispersione dovrebbe raggiungere a livello europeo un valore inferiore al 9 per cento; nel nostro Paese l'obiettivo è stato già centrato nel 2025, con una media nazionale dell'8,2 per cento (inferiore alla media Ue del 9,1 per cento). Quindi quello che dice Vespa è corretto, si osserva effettivamente un recupero rispetto al 2005, quando il divario con l'Europa era di 6,5 punti percentuali. Ma non ha senso cantare vittoria, presentando unicamente questo dato, senza uno sguardo d'insieme. Come si evince dallo stesso rapporto Istat 2026, infatti, persistono forti differenze di genere (10,1 per cento tra i maschi contro il 6,2 tra le femmine) e disuguaglianze legate alla cittadinanza e al background culturale della famiglia di provenienza. Perché in Italia ancora oggi il futuro di un ragazzo dipende dal luogo (e dalla famiglia) in cui ha la fortuna di nascere. E la scuola evidentemente non riesce a fornire gli strumenti necessari a favorire una mobilità sociale verticale, che consentirebbe ai ragazzi di spostarsi verso posizioni sociali più elevate. I livelli di dispersione scolastica restano più marcati al Sud rispetto a quelli riscontrati nelle Regioni del Nord: la situazione è peggiore per i ragazzi che vivono nelle Isole (tasso di abbandono scolastico al 13,7 per cento), mentre se la passano meglio i giovani del Nord-Est (6,8 per cento). È la fotografia di un Paese in cui il fenomeno si presenta a macchia di leopardo: nel Nord e nel Centro sono le zone rurali le aree più svantaggiate, mentre nel Mezzogiorno il problema si avverte maggiormente nelle grandi città (tasso di abbandono del 16,7 per cento nelle città delle Isole). Tra i giovani con cittadinanza straniera, il tasso di abbandono precoce degli studi è di circa quattro volte superiore a quello dei ragazzi italiani (26,2 contro 6,7 per cento). Anche se tra gli stranieri conta molto l'età di arrivo in Italia (si passa dal 44,1 per cento di abbandono scolastico per chi è arrivato tra i 16 e i 24 anni, al 15,3 per cento per chi aveva meno di 10 anni al suo ingresso in Italia). E dove sono le misure adottate da questo governo, che favorirebbero l'inclusione scolastica degli studenti con background migratorio? La vita dei ragazzi stranieri è ancora pesantemente condizionata dal titolo di studio dei genitori. Se nasci in una famiglia in cui il titolo di studio più alto dei genitori è la licenza media, hai meno possibilità di migliore la tua posizione sociale, rispetto a un ragazzo che nasce in una famiglia in cui i genitori sono laureati: nel primo caso il tasso di abbandono scolastico è del 20,7 per cento, nel secondo caso si ferma all'1,1 per cento. Osservando questi dati e questi divari, non pare ci sia molto da festeggiare. Tra l'altro non si può certo dire che la diminuzione della dispersione scolastica sia un successo da attribuire specificamente a questo governo, come se ci fosse una correlazione diretta tra le politiche sulla scuola dell'esecutivo Meloni e questo risultato positivo. Si tratta infatti di un trend complessivamente in calo negli ultimi vent'anni, osservabile già da prima che a Palazzo Chigi arrivasse Giorgia Meloni. La forbice tra il dato europeo e quello italiano infatti si è andata via via assottigliando, già a partire dal 2005. Se in quell'anno la percentuale di persone tra i 18 e 24 anni che aveva lasciato gli studi in Italia era del 22,1 per cento, contro una percentuale a livello Ue del 15,6 per cento, la distanza tra le due platee si riduce già nel 2010 (tasso di abbandono precoce degli studi a livello europeo al 13,8 per cento contro il 18,6 per cento in Italia). E nel 2020 in Italia abbandonava gli studi precocemente il 14,2 per cento, contro una media europea del 10 per cento. Bisogna anche tenere presente il fatto che accanto al fenomeno dell'abbandono scolastico, ci sono anche fenomeni di fragilità negli apprendimenti, oltre alla dispersione scolastica implicita: parliamo di studenti che terminano la scuola secondaria di secondo grado senza aver acquisito le competenze minime previste nelle prove INVALSI (Italiano, Matematica, Inglese - Listening e Reading). Sempre secondo l'Istat, nel 2025 la percentuale di studenti in dispersione implicita era dell'8,7 per cento, in aumento rispetto al 6,6 per cento del 2024. E sempre nel 2025 risultava in condizione di fragilità (ragazzi con livelli inadeguati di competenze in italiano e matematica) il 36 per cento degli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (in aumento rispetto al 33 per cento rilevato nel 2024). Allora prima di gongolare per i risultati ottenuti da Giorgia Meloni negli ultimi quattro anni e di presentare i dati con toni eccessivamente trionfalistici, Bruno Vespa dovrebbe chiedersi chi abbia realmente beneficiato del calo della dispersione scolastica e cosa ci sia davvero dietro queste percentuali. Spesso le condizioni reali dei ragazzi sono peggiori di quanto racconti il mero dato statistico. A cura di Annalisa Cangemi

Oct 27, 2026
Bakırköy Belediyesi'nde İhaleye Fesat Soruşturması: 68 Gözaltı Kararı New

Bakırköy Belediyesi'nde İhaleye Fesat Soruşturması: 68 Gözaltı Kararı

İstanbul’da Bakırköy Belediyesi’ne yönelik “ihaleye fesat karıştırma” ve “irtikap” suçlamalarıyla operasyon başlatıldı.Belediyenin ihale süreçlerinde "usulsüzlük yapılarak kamu zararına yol açıldığı" ve "ruhsat almak isteyen işletme sahiplerinden hukuka aykırı şekilde para talep edildiği" iddia edildi.Soruşturma kapsamında 68 şüpheli hakkında işlem başlatıldı.Bakırköy Cumhuriyet Başsavcılığı tarafından yapılan açıklamada şu ifadelere yer verildi:-Bakırköy Belediye Başkanlığı tarafından yapılan mal ve hizmet alımına ilişkin ihale dosyalarında suç teşkil eden usülsüzlükler neticesi kamu zararı oluştuğu; işyeri çalışma ruhsatı talep eden işletme sahiplerinden hukuka aykırı şekilde para talep edildiği, talep edilen miktarı ödemeyen işletmelerin ruhsat işlemlerinin ise sürüncemede bırakıldığı şeklinde Cumhuriyet Başsavcılığımıza gelen ihbarlar üzerine;-5237 sayılı Türk Ceza Kanunu, 5018 sayılı Kamu Mali Yönetimi ve Kontrol Kanunu,  4734 sayılı Kamu İhale Kanunu,  4735 sayılı Kamu İhale Sözleşmeleri Kanunu ile Mal Alımı İhaleleri Uygulama Yönetmeliği hükümleri gözetilerek,-İhaleye fesat karıştırma ve irtikap suçlarından Cumhuriyet Başsavcılığımızca yürütülen soruşturmada, 2024-2026 yıllarında Bakırköy Belediyesinin farklı müdürlükleri tarafından yapılan açık ve pazarlık usulüne tabi 42 ihale dosyası üzerinde bilirkişi incelemesi yaptırıldığı; şüphelilerin HTS kayıtları ve MASAK raporlarının analizlerinin yapıldığı; iletişimin tespiti ve teknik araçla izleme tedbirlerine başvurulması sonrası, -Atılı suçlara iştirak ettiği değerlendirilen Belediye Başkan Yardımcıları, Belediye Meclis Üyeleri ve Belediye personeli ile ihalelere katılım gösteren firma temsilcilerinin de aralarında bulunduğu 68 şüpheli hakkında İstanbul İl Jandarma Komutanlığı KOM Şube Müdürlüğüne yakalama, gözaltına alma, ifade alma, inceleme, arama ve el koyma talimatı verilmiştir. www.sozcu.com.tr internet sitesinde yayınlanan yazı, haber ve fotoğrafların her türlü telif hakkı Mega Ajans ve Rek. Tic. A.Ş'ye aittir. İzin alınmadan, kaynak gösterilerek dahi iktibas edilemez.

Oct 27, 2026
Dago Valdez busca el título mundial de boxeo en Nairobi New

Dago Valdez busca el título mundial de boxeo en Nairobi

En el populoso barrio de La Esperanza, Dago Valdez se abrió paso a punta de puños para convertirse e boxeador profesional. Desde niño, Dago siempre soñó en ser campeón del mundo y sabia que debía trabajar muchísimo para lograrlo. El día más esperado en su vida está a punto de llegar, el próximo 28 de noviembre, en Nairobi (Kenia), Dago disputará el título gallo (118 libras) de la Asociación Mundial de Boxeo (AMB) ante el nigeriano Tunde Olojede. Tiene 21 años y pertenece a la empresa Royal Promotions, en donde tiene como mánager a Eduardo Contreras. Lea: Ciclismo de Bolívar clasifica a los Juegos Nacionales Montería 2027 Sus registros dicen que está invicto en siete combates, con cinco triunfos por nocaut. Sí. Dago tiene pegada. Pero al frente tendrá un rival duro, complicado y con un buen récord. Olojede, de 29 años, tiene 20 victorias (16 nocauts) y dos derrotas. “Me estoy preparando fuerte para esta pelea, metiéndole toda la potencia en los entrenamientos”, aseguró Valdez. Es hijo de Dagoberto Valdez, un vendedor ambulante, y de Carolina Orozco, cuya profesión es ama de casa. El cartagenero, que por primera vez combatirá por fuera de Colombia, no le teme a este nuevo reto, sabe que esta es la mejor oportunidad que ha tenido en este difícil deporte. “Estamos observando videos de Olojede, es un peleador bueno, pero con buena preparación y buen boxeo haremos una gran pelea. Miedo no hay”, agregó Valdez a los medios de comunicación. Dago es pariente del legendario Rodrigo ‘Rocky’ Valdez (q.e.p.d.), excampeón mundial mediano y parte de una dinastía que ha dado muchos boxeadores. “El boxeo lo llevamos en la sangre. Mi tío Jamer Valdés es mi entrenador, empecé con él en el patio de su casa, pero son muchos en la familia que han practicado boxeo”. Dago es un boxeador estilista, con buena pegada, actual campeón latino del Consejo Mundial de Boxeo (CMB). “Estaba buscando esta oportunidad (contra Olojede) y cuando me la confirmaron me emocioné. Me dio alegría, estamos para grandes cosas”, recalcó. Como boxeador aficionado, Dago hizo 45 peleas. Ganó bronce por Bolívar en los Juegos Nacionales de 2023. Su entrenador en la rama aficionada fue Martín Valdez. En 2022, en Cartagena, fue campeón nacional en 54 kilogramos, tras derrotar en la final al vallecaucano Juan Palacios. “Estoy motivado, esta es la oportunidad de mi vida, para mi familia”, puntualizó. Lea: Video: Benfica remonta ante Santa Clara pero pierde a Jhon Durán por la expulsión del colombiano Dago no se relaja, no. Trabaja duro, a consciencia, sabiendo que la disciplina es la clave del éxito. Sí. Él quiere la gloria y para ello deberá dejarlo todo en la preparación y luego en el ring de Nairobi, en donde espera dejar huella para alegría de toda Colombia.

Oct 27, 2026